RINNOVABILI E FINANZA

Gli istituti bancari riflettono sul settore delle rinnovabili e lo fanno con un appuntamento a Roma. «Le banche sono molto interessate a questo settore che prevede per il futuro importanti investimenti e, per questo, continueremo a svolgeremo il nostro ruolo di supporto. In questo scenario, la certezza delle regole e' un aspetto fondamentale». Si è espresso così Giovanni Sabatini, direttore generale dell'Abi, al primo Forum Abi “Green Energy: rinnovare il credito alle energie rinnovabili” che si è svolto ieri, giovedì 16 giugno a Roma. 

«Ci impegniamo certamente a favorire il processo di ristrutturazione delle operazioni di finanziamento concesse per la realizzazione degli impianti solari fotovoltaici che entreranno in esercizio dopo il 31 maggio 2011, stipulate o deliberate sulla base delle tariffe incentivanti definite dal Terzo Conto Energia. La questione riguarda in particolare i finanziamenti in essere degli impianti in costruzione che entrano in esercizio dopo il 31 maggio: secondo le nostre stime, la questione riguarda finanziamenti per un ammontare complessivo di circa 1 miliardo di euro». Secondo l'Abi, è importante una sinergia forte con istituzioni e imprese in una cornice di regole certe. Il susseguirsi di modifiche normative e di interventi correttivi negli ultimi anni non ha contribuito a definire chiaramente il quadro operativo. Con il rischio di incidere negativamente su presupposti e condizioni base che hanno determinato l'equilibrio economico-finanziario dei progetti già finanziati o deliberati dalle banche, e in particolare sulle previsioni di flussi di cassa elaborate a suo tempo sulla scia dei meccanismi di incentivazioni vigenti. Per l'associazione bancaria, ne consegue che iniziative originariamente bancabili possano non esserlo più e il problema è trasferito sui soggetti finanziatori che dovranno concordare con le imprese la ristrutturazione delle operazioni. Nel frattempo l'entrata in vigore del nuovo quarto Conto Energia apre nuovi scenari agli operatori che intendono investire nel comparto. Per il direttore generale dell'Abi «l'intervento normativo è stato necessario anche per contenere il costo degli incentivi, rammentiamo però che per poter finanziare il progetto di investimento è necessario che il quadro normativo sia stabile nel tempo e, da questo punto di vista, restano delle aree di miglioramento». 



         
 
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