No all’applicazione dell’Imposta comunale sugli immobili (Ici) per gli impianti che producono energia rinnovabile. A chiederlo dettagliando le proprie motivazioni in un
documento congiunto sono
Anev,
Aper,
Assolterm,
Assosolare,
Federpern,
Fiper,
Fire,
Gifi,
Greenpeace Italia,
Gses,
Ises Italia,
Itabia,
Kyoto Club e
Legambiente.
Il testo, che rappresenta una vera e propria proposta per l’esenzione dell’Ici sulle fonti energetiche rinnovabili, analizza le recenti Risoluzioni dell’Agenzia del Territorio, in cui si obbliga l’accatastamento e quindi la conseguente applicazione dell’ici agli impianti rinnovabili.
In particolare, con la Risoluzione n. 3/08 dell’Agenzia del Territorio e la sua risposta del 13 luglio 2009, tramite l’ufficio provinciale di Torino a un quesito posto dall’Agenzia per l’energia di Torino, vengono chiariti i criteri per il censimento catastale degli impianti fv e la conseguente applicazione dell’imposta comunale sugli immobili.
Secondo l’Agenzia del Territorio, il principio guida individuato è quello della destinazione prevalente. Se l’impianto è installato per soddisfare prevalentemente le esigenze energetiche di un’abitazione o di un altro tipo di attività (anche con scambio sul posto), non può considerarsi suscettibile di autonoma redditività immobiliare e pertanto non va censito.
In caso contrario, gli impianti fv, ma anche altri impianti che producono energia elettrica rinnovabile (idroelettrici, eolici, fotovoltaici, a biomassa) risultano soggetti all’imposta, il che costituisce, si legge nel documento, “una limitazione dell’applicazione e dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili, che incide gravemente sulle ipotesi di raggiungimento degli obiettivi europei posti al 2020 (17 per cento della produzione di energia rinnovabile sui consumi finali nazionali), tendendo a vanificare l’effetto degli strumenti di incentivazione sviluppati a sostegno del settore”.
Pertanto, riprendendo il dettato normativo riferito al settore e le motivazioni sancite da alcune Commissioni Tributarie Provinciali, “le associazioni – prosegue il documento - propongono al Legislatore di chiarire il quadro regolatorio affinché, attraverso una modifica legislativa, gli impianti di produzione di energia rinnovabile siano considerati come unità immobiliari finalizzate al soddisfacimento di esigenze pubbliche e pertanto esentate dall’applicazione dell’Ici”.