Un mercato che è già una realtà con una crescita esponenziale, in controtendenza con una congiuntura economica generale negativa, ma che rischia di arrestarsi se il Governo dovesse confermare la sua intenzione di "tagliare drasticamente" gli incentivi ai grandi impianti, quelli che ci consentirebbero di raggiungere in breve tempo i valori della Germania, e gli obiettivi dell'Italia nei confronti della comunità europea sulla percentuale di energia da rinnovabili entro il 2020.
Grandi impianti che rischiano anche di essere penalizzati da una circolare dell'Agenzia delle Entrate che vorrebbe fare pagare l'ICI al fotovoltaico.
Secondo l'ultima bozza di decreto, il Governo ha accolto con favore l'innalzamento a 3mila MW di potenza incentivabile (nella precedente bozza era di 1500MW che, stante l'attuale crescita del settore, si sarebbero già "esauriti" nel 2011) ma continua a non tenere conto della posizione condivisa da Assosolare con le altre principali realtà del fotovoltaico, l’Associazione Aper e il gruppo GIFI dell'ANIE, vale a dire: “il taglio massimo accettabile dell'incentivo per i grandi impianti può essere del 14% nel 2011, rispetto ai valori del 2010”.
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