APPROVATE LE LINEE GUIDA SULLE RINNOVABILI

Avranno 90 giorni le Regioni per adeguarsi alle Linee Guida amministrative per le fonti rinnovabili. Il conto alla rovescia partirà con la pubblicazione del  testo in GU. Si tratta del tanto atteso provvedimento, predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell'Ambiente e con il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, che giovedì 8 luglio è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni-Enti Locali insieme al terzo Conto energia fotovoltaico 

Le Linee Guida nazionali riguardano l'Autorizzazione Unica per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. L'obiettivo è definire modalità e criteri unitari sul territorio nazionale per assicurare uno sviluppo ordinato delle infrastrutture energetiche. Pochi giorni addietro Piemonte e Umbria hanno anticipato alcune indicazioni delle linee Guida sottraendo ai nuovi impianti fotovoltaici fette di territorio considerato di pregio. Ma le due Regioni avevano giocato "d'azzardo" perché mancava ancora una normativa nazionale a cui adeguarsi.

Tutela dei professionisti e dei cittadini
"Con le Linee Guida approvate dalla Conferenza Unificata vengono fornite regole certe che favoriscono gli investimenti e consentono di coniugare le esigenze di crescita e il rispetto dell'ambiente e del paesaggio" afferma il sottosegretario allo Sviluppo Stefano Saglia, ma soprattutto consentono a tecnici e professionisti di avere un indicazione chiara delle tipologie d'impianto, fonte per fonte, che possono accedere a DIA e ad attività di edilizia libera. Si tratta, come chiarisce una nota del ministero dello Sviluppo di regole per la trasparenza amministrativa dell'iter di autorizzazione, individuando i contenuti delle istanze, le modalità di avvio e svolgimento del procedimento unico di autorizzazione.

Tutela del territorio
Le linee guida avranno l'ulteriore funzione di determinare  i criteri e le modalità di inserimento degli impianti nel paesaggio e sul territorio, con particolare riguardo agli impianti eolici (per cui è stato sviluppato un allegato ad hoc). Nelle intenzioni delle regioni e del Governo occorre puntare verso un giusto mix tra esigenze di sviluppo del settore e tutela del territorio: eventuali aree non idonee all'installazione degli impianti da fonti rinnovabili possono essere individuate dalle Regioni esclusivamente nell'ambito dei provvedimenti con cui esse fissano gli strumenti e le modalità per il raggiungimento degli obiettivi europei in materia di sviluppo delle fonti rinnovabili. In sostanza, le regioni non potranno acriticamente sottrarre aree di territorio agli impianti per le fonti di energia rinnovabile in assenza di un quadro d'interventi atti a conseguire gli obiettivi imposti dalla UE e dal Piano nazionale sulle rinnovabili.

         
 
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